Malattie infettive

Malattie infettive

Dott. Lorenzo Mondello
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Malattie infettive

Specialista

Le malattie infettive sono la disciplina medica che si occupa della diagnosi, del trattamento e del monitoraggio delle infezioni acute, persistenti, ricorrenti o di difficile inquadramento. Presso il Centro Clinimed di Messina, la visita infettivologica consente di valutare correttamente febbre persistente, infezioni che non rispondono alle terapie abituali, infezioni recidivanti, epatiti virali, HIV, tubercolosi e infezioni correlate a viaggi recenti o a particolari fattori di rischio. I principali servizi specialistici per le malattie infettive gestiscono infatti infezioni sospette o confermate, pyrexia of unknown origin, epatiti acute, infezioni ricorrenti o difficili da trattare e quadri clinici associati a viaggi internazionali.

Che cosa sono le malattie infettive

L’infettivologia si occupa delle patologie causate da batteri, virus, funghi e parassiti, soprattutto quando il quadro clinico è complesso, persistente, atipico o richiede un approfondimento specialistico. Non riguarda solo le infezioni acute più evidenti, ma anche infezioni croniche, recidivanti, sistemiche o con interessamento di organi specifici. Nei principali centri specialistici rientrano, per esempio, HIV, epatiti virali, tubercolosi, infezioni tropicali e infezioni non responsivi alle terapie standard.

Quando è indicata una visita infettivologica

La visita infettivologica è indicata in presenza di febbre che persiste o che si ripresenta senza una causa chiara, infezioni ricorrenti, infezioni croniche della cute o delle vie urinarie, sospetta epatite virale, infezione da HIV, sospetta tubercolosi, infezioni legate a viaggi recenti oppure quadri clinici che non migliorano in modo adeguato nonostante trattamenti già effettuati. I percorsi specialistici per le malattie infettive includono proprio febbre di origine sconosciuta, traveller related infections, epatiti acute, tubercolosi e infezioni recidivanti o difficili da trattare.

Febbre persistente o febbre di origine non chiara

La febbre persistente è uno dei motivi più classici di valutazione infettivologica. La febbre di origine sconosciuta viene tradizionalmente definita come temperatura di almeno 38,3 gradi che dura per più di tre settimane senza una diagnosi chiara dopo un’adeguata valutazione. Oggi il percorso diagnostico si svolge spesso in regime ambulatoriale, ma resta una situazione clinica che richiede metodo e approfondimento specialistico, perché tra le cause possibili rientrano infezioni, neoplasie, malattie infiammatorie e altre condizioni sistemiche.

Infezioni ricorrenti o difficili da trattare

Quando le infezioni si ripresentano nel tempo o non rispondono come atteso alla terapia, è utile una valutazione infettivologica per capire se esiste una causa predisponente, un germe resistente, una localizzazione profonda o una condizione clinica che favorisce la recidiva. I servizi specialistici includono espressamente infezioni batteriche, fungine o atipiche, infezioni urinarie antibiotico resistenti, infezioni cutanee croniche, recidive di Clostridioides difficile e altri quadri di difficile gestione.

Infezioni dopo viaggi all’estero

Dopo un viaggio internazionale, soprattutto in aree tropicali o subtropicali, febbre, rash, diarrea, sintomi respiratori o alterazioni epatiche meritano un inquadramento mirato. Il CDC ricorda che, nelle persone rientrate da aree endemiche, bisogna considerare in diagnosi differenziale malaria, epatiti virali, HIV acuto, tifoide, leishmaniosi, schistosomiasi e altre infezioni che possono manifestarsi anche settimane o mesi dopo il rientro.

Epatiti virali

Le epatiti virali sono un ambito tipico dell’infettivologia. Il CDC segnala che molte persone con epatite virale possono non avere sintomi e non sapere di essere infette. Nelle forme croniche, soprattutto epatite B ed epatite C, l’infezione può portare nel tempo a danno epatico, cirrosi, carcinoma del fegato e altre complicanze importanti.

HIV

L’HIV è un virus che attacca il sistema immunitario. Il CDC sottolinea che, senza trattamento, può evolvere verso l’AIDS, mentre con terapia efficace le persone possono vivere a lungo e in buone condizioni di salute. La visita infettivologica è centrale sia nella fase diagnostica sia nel monitoraggio, perché l’infezione può essere asintomatica oppure presentarsi inizialmente con un quadro simil influenzale, rash o linfoadenopatia.

Tubercolosi

La tubercolosi è causata da Mycobacterium tuberculosis e interessa più spesso i polmoni, ma può coinvolgere anche reni, colonna vertebrale, cervello e altri organi. Il CDC indica tra i sintomi della forma polmonare tosse persistente per tre settimane o più, espettorato talvolta con sangue, dolore toracico, perdita di peso, febbre, sudorazioni notturne e stanchezza. Nelle persone con HIV il rischio di sviluppare tubercolosi attiva è più alto, perché il sistema immunitario è indebolito.

Principali ambiti clinici delle malattie infettive

L’attività infettivologica comprende febbri persistenti o periodiche, infezioni batteriche, virali, fungine o parassitarie, epatiti acute e croniche, HIV, tubercolosi, infezioni della cute e dei tessuti molli, infezioni urinarie recidivanti o resistenti, infezioni da viaggio e altri quadri complessi che richiedono un percorso mirato. I servizi specialistici di riferimento riportano tra le indicazioni più frequenti proprio pyrexia of unknown origin, traveller related infections, chronic hepatitis B, infezioni ricorrenti e infezioni difficili da trattare.

Febbre di origine sconosciuta

La febbre di origine sconosciuta resta una delle condizioni più complesse in ambito internistico e infettivologico. La sua definizione classica richiede febbre superiore a 38,3 gradi per oltre tre settimane senza diagnosi chiara dopo adeguata valutazione. Tra le cause più frequenti rientrano infezioni, neoplasie, malattie del connettivo e altre condizioni infiammatorie.

Epatite B

L’epatite B è una infezione del fegato trasmessa attraverso sangue e fluidi biologici. Il CDC segnala che l’infezione acuta può dare febbre, nausea, dolore addominale, urine scure, feci chiare, affaticamento e ittero. In alcuni casi l’infezione può diventare cronica e, se non trattata, causare danno epatico progressivo, cirrosi e tumore del fegato.

Epatite C

L’epatite C può restare asintomatica per anni. NHS indica che, se non trattata, può causare danno epatico severo e potenzialmente pericoloso per la vita nel lungo periodo, mentre i trattamenti moderni permettono spesso di ottenere la guarigione virologica. La valutazione specialistica è importante sia per confermare la diagnosi sia per impostare correttamente il percorso di follow up e terapia.

HIV e infezioni opportunistiche

Con il progredire dell’immunodepressione, l’HIV aumenta la suscettibilità ad alcune infezioni severe. Il CDC ricorda che, grazie alle terapie attuali, molte infezioni gravi sono oggi meno comuni rispetto al passato, ma sottolinea anche che tubercolosi, polmoniti e infezioni da herpes possono rappresentare problemi importanti nelle persone non trattate o con controllo insufficiente della malattia.

Tubercolosi e infezioni respiratorie croniche

Nella pratica clinica infettivologica la tubercolosi mantiene un ruolo rilevante, sia nella forma attiva sia in quella latente in contesti a rischio. La valutazione specialistica è utile quando la tosse persiste, quando ci sono febbre, calo ponderale, emottisi o quando esistono fattori di rischio che aumentano la probabilità di malattia attiva.

Infezioni da viaggio

Le infezioni correlate ai viaggi richiedono un approccio specifico che tenga conto dell’area geografica visitata, delle esposizioni, dei tempi di incubazione e dei sintomi predominanti. Il CDC evidenzia che, in chi rientra da aree endemiche, la malaria deve essere sempre considerata in caso di febbre, ma anche altre infezioni come epatiti virali, HIV acuto, tifoide o leishmaniosi possono comparire nel periodo successivo al rientro.

Come si svolge la visita infettivologica

La visita infettivologica inizia con un’anamnesi molto dettagliata. Il medico valuta durata e andamento dei sintomi, febbre, eventuale rash, sintomi respiratori, digestivi o urinari, terapie già eseguite, viaggi recenti, esposizioni a rischio, contatti con persone infette, vaccinazioni, stato immunitario, patologie concomitanti e condizioni che possano favorire infezioni severe o atipiche. Questo approccio è particolarmente importante perché in infettivologia il contesto epidemiologico e la storia clinica hanno un peso diagnostico fondamentale.

Esami che possono essere richiesti

Gli accertamenti dipendono dal quadro clinico. In presenza di febbre persistente possono essere richiesti esami ematici, markers infiammatori, emocolture, urinocoltura, imaging o test sierologici e microbiologici mirati. Nel sospetto di tubercolosi possono servire test specifici e indagini radiologiche, mentre per HIV ed epatiti virali vengono utilizzati test ematici dedicati. Nei casi post viaggio il percorso si orienta anche in base all’area visitata e al tempo intercorso dal rientro.

Emocolture e ricerca microbiologica

Nella febbre di origine non chiara o nel sospetto di infezione sistemica, gli esami microbiologici sono centrali. Le indicazioni di laboratorio del Leeds Teaching Hospitals NHS Trust riportano, per esempio, che nelle febbri di origine sconosciuta possono essere necessarie più serie di emocolture nell’arco di 48 ore per aumentare la probabilità di identificare una batteriemia o un’infezione intravascolare.

Test per HIV ed epatiti virali

La diagnosi di HIV e di epatite virale si basa su esami del sangue specifici. Il CDC evidenzia che molte persone con epatite virale possono non sapere di essere infette e che anche l’HIV può restare non riconosciuto nelle fasi iniziali, motivo per cui il test rappresenta uno strumento essenziale sia nei soggetti sintomatici sia in presenza di fattori di rischio o esposizioni note.

Accertamenti nel rientro da viaggio

Nel paziente con febbre dopo un viaggio, il CDC raccomanda di integrare anamnesi geografica, tempi di incubazione e sintomi guida. Le malattie con incubazione di due sei settimane comprendono, tra le altre, epatiti virali, HIV acuto, tifoide e leishmaniosi. Alcune infezioni, come tubercolosi, schistosomiasi o malaria, possono manifestarsi anche molto tempo dopo il rientro.

Perché la diagnosi precoce è importante

Nelle malattie infettive la diagnosi precoce ha un valore decisivo. Permette di avviare prima il trattamento corretto, ridurre il rischio di complicanze, limitare la trasmissione ad altre persone e identificare tempestivamente quadri che possono evolvere in modo severo. Questo è particolarmente importante per HIV, epatiti virali croniche, tubercolosi e infezioni sistemiche, che possono restare inizialmente poco sintomatiche ma diventare progressivamente più rilevanti se non riconosciute.

Quando è opportuno non rinviare la valutazione

Una valutazione specialistica non deve essere rinviata in presenza di febbre persistente elevata, peggioramento rapido dello stato generale, rash con febbre, difficoltà respiratoria, confusione, ittero, sangue nell’espettorato, sospetto contagio a rischio elevato o sintomi di sepsi. NHS indica che, nei quadri di sepsi, segni come confusione, colorito pallido o marezzato, rash che non scompare alla pressione, difficoltà respiratoria, sonnolenza importante o peggioramento rapido richiedono assistenza urgente.